L’OSPITE INATTESO

Da giovedì 20 gennaio 2022

Per quattro giovedì di seguito, dal 20 gennaio al 10 febbraio compresi, ci troviamo presso la biblioteca di Seriate per vedere quattro film. Proiezione alle ore 21 e a seguire dibattito (e ogni tanto qualche dolciume)

Rassegna L’ospite inatteso

Il titolo di questa rassegna di quattro film è tratto da un film di Tom McCarthy (“The Visitor “del 2007, uscito in Italia appunto con il titolo “L’ospite inatteso”). Il film racconta l’incontro, all’inizio del tutto casuale, tra un vecchio professore e una coppia di giovani immigrati illegali che vivono, abusivamente, nel suo appartamento di New York e in cui lui torna occasionalmente. Questo incontro permetterà al vecchio professore, che conduce la sua vita in modo ormai ripetitivo e senza interesse, di riconsiderare la sua esistenza attraverso il confronto con persone differenti per cultura e condizione sociale ma che gli permetteranno di riscoprire nuovi interessi e possibilità di vita. Alla fine del film il professore abbandonerà la musica del vecchio pianoforte, per cui non provava più in realtà alcun interesse, e, nella scena finale, lo si vedrà suonare all’aperto il tamburo che il giovane immigrato, nel frattempo in procinto di essere espulso dagli Stati Uniti, gli aveva insegnato a suonare. Il cinema spesso ci ha raccontato questi incontri inattesi di personaggi che, proprio attraverso il confronto con persone diverse, per etnia, cultura, condizione sociale, hanno la possibilità di riflettere sulle proprie condizioni ed identità e, a volte, di ridefinirle.

In un altro film sempre del 2007 (“Welcome” di Philippe Lioret) il protagonista, interpretato da Vincent Lindon, che vive solo e si sta separando dalla moglie, incontra un giovane immigrato curdo che dalla costa francese sta tentando di raggiungere la sua fidanzata nel Regno Unito. In uno dei dialoghi più belli del film il protagonista dice alla moglie “il ragazzo vuole attraversare a nuoto la Manica per rivederla ed io non riesco neppure ad attraversare la strada per fermarti”.

Naturalmente non sempre nei film, come nella vita reale, l’incontro con “l’altro” rappresenta un’occasione di crescita o di possibile cambiamento positivo. A volte l’incontro tra diversi rappresenta solo la conferma della reciproca lontananza, quando non serve ad alimentare ulteriormente sentimenti di disprezzo e di difesa della propria ed esclusiva identità o dei propri interessi. In questo senso i film che in questi anni hanno raccontato il fenomeno dell’immigrazione spesso ci hanno fatto riflettere su questi temi.

Ovviamente la “diversità” può essere declinata con modalità differenti. Se centrale rimane il tema dell’immigrazione e quindi l’incontro con lo straniero, di chi è portatore di una cultura, di una lingua, e, a volte, di valori differenti, nondimeno la differenza può riguardare molteplici ambiti: di classe, età, cultura. Certo, da questo punto di vista, non mancano le occasioni di incontro, di scontro, e, a volte di cambiamento.

Su alcuni di questi aspetti riflettono i film proposti in questa rassegna. Nel primo una giovane donna immigrata in Belgio dovrà affrontare un dilemma morale che può decidere la sorte dell’uomo che ha incontrato. Nel secondo, anch’esso ambientato in Belgio, una straniera, rinchiusa in un centro di detenzione in attesa di espulsione, avrà modo di conoscere persone che condivideranno, a volte in modo profondamente differente, la sua condizione e con cui dovrà confrontarsi. Nel terzo film, una famiglia “inventata”, con dei legami da definire, si troverà all’improvviso in un ambiente completamente differente, trasportata dalle foreste dello Sri Lanka alla periferia parigina, e si troverà costretta a cercare di integrarsi nel nuovo contesto. Nell’ultimo film, ambientato a Londra, una giovane donna conoscerà dopo tanti anni la propria madre naturale e diventerà l’elemento centrale attraverso il quale la sua nuova famiglia avrà la possibilità di riscoprirsi e ridefinire i reciproci rapporti.

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