SILENT MOVIE

Da giovedì 17 marzo 2022

Per quattro giovedì di seguito, dal 17 marzo al 7 aprile compresi, ci troviamo presso la biblioteca di Seriate per vedere quattro film. Proiezione alle ore 21 e a seguire dibattito (e ogni tanto qualche dolciume).

 

Tutto il sapore dell’opera sta nell’eterno contrasto tra la realtà e il modo singolare, nuovo e bizzarro col quale vien percepita.

Montesquieu, Lettere Persiane

Sono muti, i quattro “persiani” dei quali leggeremo le lettere. Si sono addormentati anni prima e – come uno dei primi eroi della letteratura statunitense, Rip Van Winkle – si risvegliano trovandosi di fronte a un mondo radicalmente diverso da quello che avevano lasciato. Il nuovo mondo in cui si trovano catapultati è fondato su presupposti che i persiani comprendono solo in parte.

Anzitutto, è un mondo permeato dalla parola e loro, ora per timidezza, ora per caparbia testardaggine, gli oppongono un ostinato silenzio. Chi non parla, chi non parla per scelta e presenta al suo interlocutore uno sguardo muto, costringe quest’ultimo a interrogarsi sulle proprie parole e sui propri gesti: se questi vengono spogliati dalla buccia delle convenzioni – alle quali l’interlocutore non aderisce – cosa resta?

In seconda battuta, è un mondo che li respinge, proiettato com’è verso un futuro che appare loro  ancora più remoto e incomprensibile del presente con il quale, loro malgrado, si trovano a fare i conti. La loro presenza, per quanto estremamente marginale, perturba lo svolgersi quotidiano degli eventi. Da muti quali sono non possono fare altro che osservare ciò che li circonda, e così la loro stessa presenza basta a straniare personaggi e spettatori, portandoli fuori da quegli automatismi della percezione che ne regolano la condotta giornaliera.

Da Tati a Suleiman, passando per Etaix e Nichetti, sono solo alcuni dei registi che hanno giocato sullo straniamento generato dall’inserire un personaggio proveniente dai film muti all’interno di una narrazione sonora. Comicità d’osservazione, la loro. Fuori – per scelta o per costituzione – dai processi sociali, finiscono per fornircene una visione spogliata da ogni orpello. La nudità che ne risulta è molte volte comica, in alcuni casi grottesca, non di rado cruda.

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