STORIE IRLANDESI

Da mercoledì 16 settembre 2026

Per quattro mercoledì di seguito, dal 16 settembre al 7 ottobre compresi, ci troviamo presso la biblioteca di Seriate per vedere quattro film. Proiezione alle ore 21 e a seguire dibattito (e ogni tanto qualche dolciume)

Dopo la pausa estiva, la programmazione riprende con una nuova rassegna: Storie irlandesi.

Ai margini dell’Europa, per quanto sua parte integrante, l’Irlanda viene comunemente ricordata per i verdi prati, le scogliere a picco sul mare, la birra, la musica, il folklore e la gioviale allegria dei suoi abitanti, nonché per guerre civili di carattere religioso. Ci si dimentica spesso che l’isola verde ha subito la più lunga colonizzazione mai registrata. Come infatti ha affermato in maniera forse esagerata, ma forse neanche troppo, Ken Livingstone, sindaco di Londra tra il 2000 e il 2008:

“Quello che hanno fatto gli inglesi in Irlanda è molto peggio di ciò che Hitler ha fatto agli ebrei. Non ce ne rendiamo conto solo perché l’abbiamo fatto in oltre ottocento anni, invece che soltanto in sei”.

Questo spiega anche perché la solidarietà per la Palestina è cosa naturalmente diffusa nella Repubblica d’Irlanda. Del resto, come viene detto in uno dei film proposti, “gli irlandesi sono i neri d’Europa”; ciò non è più vero oggi,  ma la secolare storia di oppressione e discriminazione subita ha pesato fino a poco tempo fa sulla società irlandese, in maniera particolarmente brutale e violenta nell’Irlanda del Nord, altrimenti nota come Ulster, dove, come mostra uno dei film proposti, ancora a inizio anni Settanta era attivo un movimento per i diritti civili, proprio come con gli afroamericani negli Stati Uniti.

La rassegna proposta, nel suo complesso, propone più precisamente due film ambientati nella Repubblica d’Irlanda e due nell’Irlanda del Nord, ovvero le sei contee che sono rimaste nel Regno Unito dopo l’indipendenza conquistata dal resto dell’Isola nella prima metà del Novecento. Il primo e il secondo sono film di registi irlandesi che mettono in scena due romanzi di scrittori irlandesi; cinema e letteratura dunque, a dimostrazione di come l’Irlanda sia terra artisticamente fertile e in grado di offrire altro oltre a ciò per cui mediamente nota.

Si inizia da un quartiere  un quartiere popolare della Dublino di inizio anni Novanta dove regnano povertà e disoccupazione e un gruppo di giovani scalcagnati e talentuosi, tra successi e disastri, litigi e amicizie, amori imprevisti e improbabili, cerca vie di espressione e affermazione personale. Il tutto condito da un linguaggio crudo e brutale, ma arguto e brillante al tempo stesso, animato dal tipico humor irlandese graffiante, cinico e tagliente, in grado di sdrammatizzare anche le situazioni più scomode.

La seconda storia è invece una favola nera ambientata in una cittadina di provincia del nord della Repubblica d’Irlanda a inizio anni Sessanta, che narra la vita disperata di un ragazzino che reagisce alla radicale solitudine in cui si viene a trovare proiettando bisogni e desideri in un immaginario animato da personaggi dei fumetti, cowboys e indiani dei film  che vede alla tv, santi e madonne, oltre che con la violenza.

Con il terzo film si varca il confine tra le due Irlande – che con la Brexit è diventato oggetto di complesse ridefinizioni – e ci si immerge, come già accennato, nel clima dei Troubles, come viene definito il trentennio iniziato a fine anni Sessanta con le violenze dei lealisti o unionisti (protestanti fedeli alla corona britannica ed eredi del colonizzatori britannici, nonché cittadini dotati di pieni diritti civili, a differenza dei cattolici) nei confronti della comunità cattolica, discriminata nell’accesso alla casa, ai posti di lavoro e privata della rappresentanza politica, agli accordi di pace del Venerdì santo del 1998.

L’ultima storia è tratta direttamente dalla cronaca e narra l’ascesa e la caduta di un noto criminale, violento, creativo, audace e controverso personaggio della società irlandese a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, divenuto una sorta di eroe popolare per l’atteggiamento di sfida verso le istituzioni e magistralmente portato sullo schermo dall’attore protagonista.

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